Milano ha una nuova destinazione luxury da scoprire: lo scorso 2 febbraio, Tiffany & Co. ha annunciato l’apertura di una boutique nella Galleria Vittorio Emanuele II, scegliendo il salotto storico della città meneghina, per un progetto particolarmente ambizioso. L’idea è superare il format retail tradizionale per offrire un percorso immersivo emozionale, in cui si uniscono maestria artigianale, arte e tradizione. Lo spazio, ispirato al The Landmark di Fifth Avenue, si sviluppa su due piani e un mezzanino. La facciata riprende le finestre ad arco e la lavorazione in pietra tipiche della Galleria, mentre le vetrine sono un tributo a Michelangelo Pistoletto. All’interno, le collezioni Icons (HardWear, Lock, T e Knot) introducono un percorso espositivo, sviluppato in collaborazione con lo Studio Piva. Spicca l’installazione in ceramica dell’artista Peter Lane che, con le sue sfumature blu, richiama i simboli più riconoscibili della maison, come la Blue Box e il motivo Bird on a Rock. Ma sono tanti gli elementi scenografici da scoprire. Alzando gli occhi, si è rapiti da un soffitto scenografico; progettato da Hugh Dutton & Associés, è ispirato all’edificio del Parlamento di Tokyo e culmina con quattro rari pannelli di mosaico dei Tiffany Studios, originariamente commissionati per la Marshall Field & Company di Chicago nel 1914, integrati nel lucernario, raffigurano i segni zodiacali in vetro Favrile nelle tonalità del viola, verde, blu e marrone. I gioielli sono custoditi in teche rivestite in tessuti metallici, nicchie argentate e inserti in vetro colato realizzati su misura da Venini. Un’intera galleria è dedicata a Elsa Peretti, con opere di Pistoletto e una selezione di pezzi unici creati appositamente per questa sede, esposti su arredi ispirati a Gio Ponti. Il mezzanino ospita l’alta gioielleria e ulteriori capolavori d’archivio; al secondo piano trovano posto l’area orologi, un salone privato e lo spazio All About Love, pensato attorno al Tiffany Setting con interni chiari e un’atmosfera più intima. Un’apertura che usa Milano e la cultura del progetto italiano come cornice, e l’archivio Tiffany come firma.
Antonella Reina, Editor VO+
PUBBLICAZIONE
19/02/2026
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